• 18/02/2019
  • Società Petrolifere

1941. La Seconda Guerra Mondiale in atto dal 1939 inizia un nuovo capitolo, quando Adolf Hitler decide, il 22 giugno, di dichiarare guerra all’Unione Sovietica di Stalin. Mussolini, desideroso di non sfigurare davanti all’alleato tedesco, aderisce all’offensiva, inviando uomini e mezzi in quella che verrà chiamata “Campagna di Russia”. Centinaia di migliaia di soldati italiani inviati al fronte, in quella che si rivelerà essere, per l’Italia, una delle campagne più dure e disastrose dell’intero conflitto.

1963. L’Italia, in pieno boom economico, si è ormai lasciata alle spalle il fascismo e gli orrori della guerra, e vive in un periodo di rapida espansione. Da 9 anni, gli italiani hanno scoperto la televisione, grazie alle prime trasmissioni Rai. Ad aprile di quell’anno debutta un nuovo programma, ovviamente condotto da Mike Bongiorno: “La Fiera dei Sogni”, un quiz in cui i concorrenti devono rispondere a domande riguardanti una materia a scelta oppure l’attualità: in caso di vittoria, si può scegliere un premio a piacere, a patto che non superi il valore di 5.000.000 di lire.

Durante la puntata andata in onda ai primi di ottobre, è ospite in studio l’attore Raffaele Pisu; da poco tornato dall’URSS, dove ha partecipato alle riprese di “Italiani brava gente”, film ambientato proprio durante la Campagna di Russia, l’uomo lancia un appello agli italiani: aiutarlo a rintracciare un ex soldato che, durante la guerra, si era improvvisato medico, salvando la vita a molti ammalati del villaggio di Krazni (oggi una zona contesa dell’Azerbaigian), tra cui un bambino.

Appartenente alla Divisione Cosseria, nell’inverno 1942 aveva affrontato un’epidemia che aveva colpito i civili della zona, nonostante i pochi mezzi a disposizione; a distanza di 20 anni, gli abitanti locali non lo hanno ancora dimenticato, ma anzi hanno chiesto a Pisu un aiuto per rintracciarlo e ringraziarlo. Impresa assai ardua, dato che dell’uomo si conosce solo il suo soprannome, “Remo di Roma”.

Alla puntata successiva della trasmissione, l’ex soldato esce dall’ombra e si presenta in studio, svelando la sua storia, sinora mai rivelata nemmeno ad amici e colleghi.

Proprio tra i colleghi, in effetti, lo stupore è grande: l’uomo, di nome Angelo Ferrando, è infatti impiegato presso la Fina, alla raffineria di Genova, e non aveva mai fatto parola del suo passato. La sorpresa è tale che la direzione gli dedica un’intera pagina del proprio notiziario interno (conservato al Museo Fisogni), congratulandosi da parte di “tutta la grande famiglia della nostra Società che lo annovera tra i suoi componenti”. Tanti complimenti e, soprattutto, un augurio: quello di “poter recarsi nel piccolo villaggio russo a raccogliere di persona tutta la stima e la riconoscenza di quella popolazione, cui ha dimostrato come i sentimenti di umanità si elevino al di sopra di tutti i conflitti umani”.

 

Marco Mocchetti