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Origini americane

1928 – I distributori volumetrici

Le “visibili” erano lente: svuotato il vaso, bisognava aspettare che si riempisse di nuovo; e anche pericolose: se il vaso si rompeva, si liberava di colpo una cascata di liquido infiammabile.

Quando, alla fine degli anni Venti, apparve un nuovo tipo di misuratore, la loro epoca cessò quasi di colpo.

Nei nuovi distributori volumetrici la pompa azionata elettricamente spingeva il carburante in una camera di misurazione: un complesso dispositivo con parti in movimento.

Sotto la pressione del liquido, e proporzionalmente alla quantità che attraversava la camera, una parte di questa ruotava attorno a un asse; lungo l’asse era montato un alberino che trasmetteva la rotazione alle sfere di un quadrante a orologio.

La camera di misurazione era molto più precisa dei sistemi precedenti; il quadrante indicava la quantità erogata con molta chiarezza I nostalgici delle “visibili” potevano verificare l’afflusso del carburante attraverso una spia trasparente a monte del tubo flessibile; col grilletto del beccuccio a pistola montato all’estremità del tubo si controllava elettricamente il funzionamento della pompa e, dunque, I’erogazione.

Molto più preciso ma anche più veloce, il distributore volumetrico era l’apparecchio che tutti avevano desiderato; da allora molto è cambiato nel suo aspetto e nei dettagli del suo funzionamento, ma i concetti base sono ancora quelli del 1928.