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Packaging

Dal barile al fusto d’acciaio

Il barile fu per molti decenni il normale contenitore del petrolio e dei suoi derivati; solo all’inizio di questo secolo fu affiancato e poi sostituito dal fusto in acciaio, più leggero e robusto.

L’uno e l’altro (rispettivamente 42 e 55 galloni americani) erano ottimi per il trasporto e il commercio all’ingrosso, non certo per la vendita al minuto; ma a metà Ottocento il pubblico aveva ben poca esperienza di merci confezionate e trovava più che naturale arrivare in negozio con un recipiente nel quale il commerciante travasava il kerosene.

Con lo scorrere dei decenni la situazione cambiò e, nelle nazioni più progredite, apparvero le merci preconfezionate sui cui imballi stava il marchio del produttore. Si confezionò anche il kerosene, ma le prime latte, introdotte negli ultimi decenni dell’Ottocento, erano ancora troppo capienti per una famiglia e servivano in genere ai negozianti per la loro attività di vendita.

Finalmente (verso la fine del secolo) arrivò la lattina già piena da portare a casa: un recipiente robusto dotato di maniglia e tappo a vite, che andava pagato a parte e si restituiva all’acquisto di una nuova confezione. L’era del vuoto a perdere era ancora lontana.